Panificio Anastasio

Puoi illustrarci la storia della sua attività: quando è nata, se è stata ereditata e la situazione attuale?

Io ho incominciato questo meraviglioso mestiere all’età di 15 anni. A 17 ho iniziato l’attività come artigiano in proprio e da quella volta non ho mai smesso. Questo significa che dal 1962 sono sempre in piedi e appassionato del mio mestiere, perché non sono capace di stare a casa! Voglio stare sul mio posto di lavoro e anche se qualche volta esagero, devo essere partecipe nei processi.

Ha qualche curiosità o stranezza avvenuta lungo la sua carriera?

Tantissime! Abbiamo iniziato in anni di concorrenza spietata. Quello su cui ho sempre puntato e per cui ho sempre lottato è la qualità. Ci sono riuscito lavorando non per l’oggi ma per il domani. Oggi sono contento di aver fatto il panettiere e pasticcere e soddisfatto perché ho tre figli e un nipote che continuano questa bellissima attività.

Quali sono le principali differenze fra il suo laboratorio oggi giorno e al momento della nascita della sua attività?

Alla nascita non c’erano tutte queste tecnologie. Oltre al forno avevamo 2/3 macchine per dare la forma. Oggi come oggi c’è un’evoluzione tremenda: dai silos della farina ai macchinari con temperature già programmate e altre apparecchiature tutte elettroniche che permettono di lavorare molto più volentieri.

Può raccontarci come avete gestito tutti i problemi derivanti dall’emergenza sanitaria degli ultimi anni?

  • Sono stati periodi molto complicati anche dal punto di vista della logistica: per quanto riguarda i fornitori le consegne. Grazie alla numerosa famiglia e ai dipendenti che hanno capito la situazione siamo riusciti a cavarcela al meglio.

In relazione agli attuali eventi bellici dell’est Europa, come è cambiato negli anni l’approvvigionamento della materia prima?

  • Abbiamo avuto difficoltà a reperire alcune materie (farina, burro, panna) ma è stato un periodo di qualche mese che è stato risolto.

Come è nata la sua passione? Come si è avvicinato alla sua sfera lavorativa?

  • L’approccio è stato molto graduale, ho cominciato con mio nonno, che aveva l’attività. Iniziai quasi come un “gioco”. Durante le vacanze estive lavoravo con tutta la mia famiglia e mi è piaciuto da subito. La mia famiglia pian piano ha cominciato a darmi maggiori responsabilità.

Secondo lei, alla luce della sua esperienza maturata qual è il prodotto tipico più richiesto dalla clientela?

  • I prodotti che vanno per la maggiore sono pinza e presnitz. Poi, a seguire, abbiamo anche prodotti che noi produciamo di più come i lievitati: in questo caso colombe e panettoni.

Quali sono nella sua attività i prodotti tipici locali da lei creati?

  • In realtà realizziamo fedelmente i prodotti tipici della zona senza intaccare l’originalità della ricetta stessa.

Quale ritiene essere il suo cavallo di battaglia e perché?

  • Il nostro cavallo di battaglia sono i lievitati, sia salati che dolci. E’  un prodotto che mi piaceva fare sin da quando ero piccolo e che  negli anni di lavoro ho perfezionato.