Pasticceria Maritani

Domanda: Puoi illustrarci la storia della sua attività: quando è nata, se è stata ereditata e la situazione attuale

Risposta:  Siamo la terza generazione che parta avanti questa impresa di famiglia nata nel 1928, quindi prima della Seconda Guerra Mondiale. La storia concreta di Maritani parte negli anni ‘50-‘60 quando mio padre ha preso le redini del panificio nella zona dove ci troviamo e da quel momento, grazie anche al boom economico in Italia, tra gli anni ‘60/’70 abbiamo avuto un periodo molto positivo per la crescita di questa attività, grazie ai miei genitori. Arriviamo poi agli anni ‘90 quando siamo subentrati in azienda io e mio fratello, ovvero la terza generazione. Il panificio a Staranzano è stato potenziato come produzione di pasticceria e panificazione, ma adesso produciamo soltanto dolci. Successivamente nel 1990 abbiamo aperto il caffè Carducci a Monfalcone e nel 2022 abbiamo aperto a Trieste in piazza Tomasiello.

In questo momento siamo un azienda totalmente artigiana, all’interno della quale io mi occupo della vendita e mio fratello della parte di produzione.

Domanda: Puoi raccontarci come avete gestito tutti i problemi rilevanti a emergenza sanitaria negli ultimi anni?

Risposta: Non c’è stato un protocollo di gestione, c’è stata piuttosto una gestione di emergenza. Chi fa impresa sa che impresa fa impresa: non c’è una cassaintegrazione per i tuoi mutui, conto corrente, o mancato cash flow. Abbiamo bloccato i mutui, cassaintegrato le persone in azienda (che all’epoca erano 27), ma con cui abbiamo tenuto comunque un rapporto stretto. Anche nel periodo in cui siamo stati costretti alla chiusura abbiamo fatto un po’ di formazione; grazie alla tecnologia e ad app come zoom, avevamo un contatto quasi quotidiano anche per mantenere l’umore. A parte il discorso lavorativo, c’era anche un risvolto psicologico. Poi si è rivelata una cosa circoscritta in un anno e mezzo/due, per fortuna. In ogni caso è stato un periodo molto duro, gestito cercando di utilizzare il delivery dove possibile per ricoprire i costi fissi.

Domanda: in relazione agli attuali eventi bellici dell’est Europa come è cambiata negli anni l’approvvigionamento della materia prima?

Risposta: Non c’è stata una mancanza di approvvigionamento, ma un aumento dei prezzi. L’inflazione e la speculazione hanno portato agli esercenti finali importanti aumenti di prezzo del 13/14 % su prodotti necessari per porter lavorare (burro, farina, grano), per cui anche noi siamo stati costretti a modificare i prezzi dove necessario. Dopo aver tenuto duro adesso siamo riusciti a recuperare da quel periodo.

Domanda: Ha qualche curiosità o stranezza avvenuta lungo la sua carriera?

Risposta: Tra le tante stranezze quella che racconto con più orgoglio è … mia moglie!

Abbiamo iniziato a lavorare insieme qui: io titolare e mia moglie una mia collaboratrice: le nostre anime si sono incontrate e adesso stiamo insieme.

Domanda: Come è nata la sua passione e come si è avvicinato alla sua sfera lavorativa?

Risposta Non è stata la passione il motivo che mi fatto lavorare qui, ma è stata la conseguenza del mio pormi obbiettivi. Quando abbiamo deciso che l’azienda poteva crescere e far meglio, abbiamo deciso di coinvolgere un team di 37/38 persone. Lavorarci insieme è per me motivo di orgoglio che mi permette di essere appassionato a quello che faccio.

Domanda: Secondo lei alla luce della sua esperienza maturata qual è il prodotto tipico più richiesto dalla clientela?

Risposta  A Trieste, essendo una città estremamente turistica, abbiamo un alto numero di vendita di prodotti tipici quali prestiniz, pinze… Nella zona bisiaca (Monfalcone, Staranzano, Ronchi) i prodotti venduti si equivalgono. In questa zona i prodotti più richiesti forse sono le bavaresi e la pasticceria mignon.

Domanda: Quali sono nella sua attività i prodotti tipici da lei creati?

Risposta  Non ho creato prodotti tipici. La nostra pasticceria ha sicuramente rivisitato ricette storiche, che sono tramandate da generazioni, in chiave moderna, snellendole togliendo grassi inutili e zuccheri superflui. Abbiamo reso dolci comunque molto buoni dal punto di vista gustativo, ma anche con po’ di attenzione alla salute.

Domanda: Quale ritiene essere il suo cavallo di battaglia e perché?

Risposta  Il team con cui lavoro è il cavallo di battaglia più importante di Maritani: non soltanto i componenti della famiglia ma anche e soprattutto i collaboratori. Siamo una bellissima squadra e potremmo fare qualsiasi cosa. Le persone vengono prima del cosa: io credo molto in questo e so che  siamo molto forti.