L’associazione fra pasticceria e artigianato per molti non è immediata, eppure si tratta della creazione di un prodotto fatto completamente a mano a partire da materie prime.
Ce ne parla Davide, giovane responsabile del panificio-pasticceria Anastasio.
Quale è stato il suo primo approccio al mestiere? Come e quando ha iniziato il suo percorso lavorativo?
L’approccio è stato molto graduale, ho cominciato con mio nonno, che aveva l’attività . Iniziai quasi come un “giocoâ€. Durante le vacanze estive lavoravo con tutta la mia famiglia e mi è piaciuto da subito. La mia famiglia pian piano ha cominciato a darmi maggiori responsabilità .
Se dovesse tornare con la mente a quando era bambino, avrebbe mai pensato di fare questo lavoro?
In realtà , inizialmente no, nel senso che avevo colto quali erano le difficoltà nel mantenere separata la vita privata e quella professionale lavorando in famiglia. Poi, incominciai a vedere gli aspetti positivi.
Qual è stato il suo percorso formativo che l’ha portata ad acquisire le competenze per poter svolgere questo lavoro?
Il mio percorso formativo inerente alla professione è stato fatto tutto nel laboratorio di famiglia, mentre per quanto riguarda il percorso scolastico ho frequentato le scuole di ragioneria in quanto mi è sempre piaciuta la parte amministrativa non solo in ambito lavorativo ma anche nella sfera privata.
Quali sono alcuni stereotipi del suo mestiere? Il cliente ed il pubblico, cosa si aspettano da lei e dalla sua professione?
Per ora, di stereotipi, non ne ho incontrati. Mentre, per quanto riguarda le aspettative, i clienti si aspettano prima di tutto serietà e coerenza con quelle che rappresenta la linea della nostra pasticceria.
Ha mai ricevuto richieste bizzarre?
No, nel senso che ho ricevuto richieste fuori dal comune per occasioni goliardiche come l’addio al celibato/nubilato, ma di richieste bizzarre no. A volte, ci capita di fare i conti con richieste di persone che arrivano con delle foto dei dolci chiedendo “fammi come nella fotoâ€. Quello è il momento in cui bisogna spiegare che a volte la fantasia non coincide con la realtà .
Se potesse scegliere qualsiasi altro mestiere, quale sceglierebbe?
Mi piacerebbe fare tutti quei lavori che sono in ambito amministrativo-contabile.
Qual è l’aspetto del suo lavoro che ama e quello che detesta di più?
Quello che ho detestato all’inizio sono gli orari di lavoro che implicano sacrifici però poi si compensa benissimo con la coscienza di aver soddisfatto le aspettative delle persone.
In cosa consiste il suo percorso creativo? Ha alcuni step che ritiene indispensabili?
Il primo step indispensabile è quello di conoscere, in maniera approfondita, le materie prime che si stanno usando. La prima cosa da fare è scegliere le materie prime di qualità e che siano in linea con il tuo modo di lavorare.
Ci sono aspetti sottovalutati dal cliente nel momento in cui pone una richiesta?
Sicuramente il tempo di lavoro necessario per la lavorazione.
Qual è una curiosità che molti non sanno riguardo al suo mestiere?
Di curiosità ce ne sono parecchie e variano molto in base alla fase di lavorazione. Una curiosità che potrebbe essere utile per le persone sarebbe quello di conoscere, anche in maniera generica, le differenze tra materiali come il Kamut e l’integrale. Questo esempio potrebbe aiutare a far scegliere alle persone, in maniera più consapevole, il prodotto.
Quanto è importante il rapporto con il cliente all’interno del suo mestiere?
È fondamentale.
Nei mestieri di artigianato come il suo, quanto incide la moda? Lei preferisce seguirla o preferisce produrre dolci “senza tempo�
La moda esiste, però, noi, come pasticceria, abbiamo scelto di mantenere un sistema di produzione prevalentemente classico, ossia degli anni ’80 e ’90, perché secondo me esaltano meglio il gusto e le abilità delle persone che ci lavorano. Poi utilizziamo anche sistemi di produzione moderni, ma in piccola parte.
Curiosità /Aneddoti?
Il nostro pasticcere ha avuto l’onore di fare una torta per il Papa Wojtyla e ha vinto nel 2008 il premio per aver fatto il miglior dolce pasquale italiano.
Ricollegandoci al concetto di tempo, come sono cambiate le richieste del pubblico nei suoi anni di attività e come hanno inciso sul suo lavoro?
Nel passato, i clienti erano maggiormente interessati a prodotti di qualità ma anche spartani dal punto di vista estetico. Ora, invece, le richieste sono molto più dettagliate e variegate, questa caratteristica è dovuta al fatto che stiamo vivendo l’era dell’immagine.
Si vede lavorare in questo settore fino alla pensione (e oltre)?
Io spero proprio di sì, in quanto è un ambito che mi piace molto.